Nelle settimane precedenti su diversi giornali si è potuto leggere che alcune casse pensioni, rispettivamente fondazioni colletive autonome, a causa del mercato finanziario a fine anno, hanno dimostrato una copertura aggravata. La maggiore sottocopertura con un grado di copertura del 75 % nell’elenco degli istituti di previdenza indicati nell’articolo, la registra una fondazione collettiva autonoma che già l’1.1.2008 si trovava in uno stato di sottocopertura e che ha investito il suo capitale al 24% in azioni. Sottocoperta è anche la famosa fondazione collettiva di una delle maggiori compagnie d’assicurazione che gradualmente ha esternalizzato i suoi clienti in una fondazione collettiva autonoma.
Non c’è ragione di lasciarsi andare prendere dal panico. Il tempo sul fronte delle borse finanziarie migliorerà certamente – è solo una questione di tempo. Tuttavia, cosa succede fino a che il tempo inizierà di nuovo a migliorare in borsa?
Se anche nel nostro paese dovesse arrivare una recessione, e di ciò si parla in quasi ogni notiziario nei mass media, questo comporterà un aumento del numero dei disoccupati. E provvederà quindi un pari numero di esuberi dagli istituti di previdenza. A tutti questi singoli uscenti verrà data l’intera prestazione d’uscita, il che significa per i rimanenti che la sottocopertura aumenterà ulteriormente. Infine si arriverà ai risanamenti, ovvero gli assicurati rimanenti dovranno accollarsi i costi del risanamento. Oppure riassumendo in modo semplice: quante più singole uscite vi saranno, che portano con sé il loro capitale al 100%, tanto più grande sarà il pericolo di contributi di risanamento o di riduzioni delle rendite per gli assicurati rimanenti. Soltanto in caso di scioglimento del contratto d’adesione di una intera ditta a una fondazione collettiva oppure in caso di liquidazione parziale o totale si possono dedurre dalla prestazione d’uscita gli ammanchi tecnici-assicurativi.
Questo problema non sussiste per un’assicurazione completa come quella offerta dalla PAX! I capitali sono investiti in modo così sicuro da soddisfare non solo le disposizioni relativamente liberali della LPP ma anche le severe prescrizioni sugli investimenti dettate dalla legge riguardante l’assicurazione sulla vita.
La previdenza professionale non dovrebbe essere solo una questione di rendimento “ad ogni costo” ma dovrebbe tenere anche in sufficiente considerazione il principio della sicurezza del secondo pilastro. A voi come consulenti professionali viene richiesto di illustrare ai vostri clienti tutti gli aspetti della questione. Lo specialista che vuole essere all’altezza della sua professione non deve solo confrontare i costi di gestione e la performance ma, a seconda dell’istituto di previdenza, illustrare anche le gravi conseguenze di una sottocopertura come parte della base decisionale.
PAX Assicurazione completa
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NL Dicembre 2008